Durella

Informazioni storiche

Sinonimi: Cagnina, Canina, Duracino, Duralo, Durello, Durola bianca, Rabbiosa, Rabiosa di Asolo, Uva caina; Durasena? Duriciana? Nosiola?

 

La Durella, più comunemente nota come Durello, è un vitigno a uva bianca coltivato soprattutto nel Veneto, tra il Vicentino e il Veronese (Val d’Illasi, Val d’Alpone, Val del Chiampo, Val d’Agno, Val Leogra). Il nome (originariamente Duracina) deriva dal latino durus acinus, per la consistenza della buccia (Pollini, 2006). Altri sinonimi fanno però riferimento al sapore aspro, “duro”, dei vini.

Si ritiene comunemente che abbia origini molto antiche e che derivi dall’antica Durasena o Duriciana, nota già dal Duecento e forse citata anche dal Petrarca, che in un suo scritto accennò a uve duracine coltivate ad Arquà. Negli Statuti di Vicenza del 1264 venne citata l’uva Duriciana e in quelli di Costozza del 1292 la Durasena (Calò, Paronetto, Rorato, 1996). Altri documenti parlano della presenza della Durella in Lessinia orientale e in particolare in Val Leogra a partire dal 1500 (Pollini, 2006).

L’uva Durasena o Duron venne citata nel catalogo varietale delle uve veronesi compilato da Ciro Pollini tra il 1818 e il 1823 (1824). Secondo l’Acerbi (1825), una Durasena della Valle Policella era presente nel Veronese e sembrava uguale al “Duron della Valle d’Illasi e d’altri luoghi”. A buccia dura, è descritta come pochissimo feconda: “dà poco mosto, ma vino eletto. L’uva è ottima a serbarsi pel verno e la primavera”.

La Durella era coltivata anche nei dintorni di Bassano e Marostica, ad esempio a Fara Vicentino, dove Alverà (1829) notò come il vitigno “rifugge i luoghi bassi, benché di crassa buccia, mette bene ne’ terreni argilloso-pingui, è feracissima interpolatamente. Dà vino afretto-gagliardo”.

Sono numerose le citazioni tra il XIX secolo e l’inizio del XX (Calò, Paronetto, Rorato, 1996), che danno un’idea dell’area di coltivazione. Nel 1855 venne più volte citata (Durella, Duresola, Canina) nel catalogo delle uve presentato alla Prima mostra dei prodotti primitivi del suolo dell’industria e delle arti a Vicenza. La Durasana fu elencata dallo Zantedeschi (1862), tra le varietà coltivate nel Veronese. Nel 1898 Alessandro Maneo, in una conversazione tenuta al Circolo Enofilo di Conegliano, citava la presenza del Durello tra i vitigni coltivati nel Vicentino; ancora a fine 1800, una Durola venne indicata come presente nella media pianura veronese, tenuta a festoni distanti tra loro una trentina di metri tra filare e filare (Perez, 1900) Nel 1901 Zava discusse sulla Durasena o Durola o Durona coltivata nelle province di Verona, Vicenza e Treviso (col nome di Rabiosa). De Leonardis (1933) indicò la varietà come presente nelle zone della Valpolicella e di Bardolino.

La Durella godette di una certa fortuna anche nel primo dopoguerra. Nel 1931 il Consiglio provinciale di Economia di Vicenza la indicò tra le varietà da propagare nel corso della ricostruzione postfillosserica, in particolare nella zona di Arzignano e nella bassa Valle del Chiampo. Il consiglio venne mantenuto da Montanari e Ceccarelli (1950, La viticoltura e l’enologia nelle Tre Venezie. Longo e Zoppelli, Treviso), soprattutto per la bassa Valle del Chiampo, e da Cosmo (1959), che ne estese la raccomandazione indicandola tra le uve tollerate per la sottozona Chiampo, Agno, Timonchio e Leogra del Vicentino.

Dopo un periodo di relativo abbandono, la classificazione stabilita dal Regolamento CEE 2005/70 del 16 ottobre 1970 tornò a raccomandare la Durella per la provincia di Vicenza, raccomandazione mantenuta ed estesa al Veronese dal Regolamento CEE 3800/81 del 16 dicembre 1981.

La cultivar è iscritta al Registro Nazionale delle Varietà di Vite col numero 73.

Attualmente, la Durella è diffusa nei Monti Lessini a cavallo tra Vicenza e Verona, dove viene utilizzata soprattutto nella produzione di spumanti e del DOC Lessini Durello. È inoltre ammessa nelle DOC Breganze, Gambellara, Garda orientale, Lugana, Valdadige. Oltre al Veneto, la Durella è coltivata anche nell’Oltrepò pavese e in Toscana, presso Pontremoli (Pollini, 2006).

È interessante notare come Molon (1906) sinonimizzasse la Durella con la Nosiola trentina, indicando come la zona di maggior coltivazione fosse “segnata dal Tirolo, e le vicine province di Verona e Vicenza” e con sporadiche coltivazioni anche in Emilia. Le caratteristiche dell’esemplare coltivato nel campo sperimentale sono così descritte: “Non ha gran forza, ma non si può ritener debole, quantunque coltivato in un terreno magrissimo come il nostro. Siamo egualmente contenti della bontà e della produttività dell’uva. Possiamo riprometterci un buon vino, che avrà il pregio della serbevolezza”.

 


Bibliografia

ACERBI G., 1825 – Delle viti italiane… G. Silvestri, Milano.
ALVERÀ, 1829 – Delle principali varietà della specie Vitis vinifera, Lin., coltivate nella Comune di Fara, Provincia di Vicenza, Distretto di Marostica… Ann. Univ. Agric., luglio 1829.
CALÒ A., PARONETTO L., RORATO Gp., 1996 – Storia regionale della vite e del vino in Italia. Veneto. Ed. Unione Italiana Vini, Milano.
COSMO I., 1959 – Vitigni ad uva da vino per i futuri impianti delle Venezie, Emilia e Lombardia. Ann. Staz. Sperim. Vitic. Enol. Conegliano, v. 19.
DE LEONARDIS F., 1933 – Gradazione alcolica dei vini e caos ampelografico. Il Coltivatore e Giornale vinicolo italiano, a. 79, n. 7.
MANEO A., 1898 – Viticoltura ed enologia in provincia di Vicenza. Riv. Vitic. Enol. Conegliano, a. 4, n. 8.
MOLON G., 1906 – Ampelografia. Hoepli, Milano.
MONTANARI V., CECCARELLI G., 1950 - La viticoltura e l’enologia nelle Tre Venezie, Longo e Zoppelli, Treviso.
PEREZ G. B., 1900 – La provincia di Verona ed i suoi vini. Tip. Franchini, Verona.
POLLINI C., 1824 – Osservazioni agrarie per l’anno 1818. Mem. Acc. Agr. Sc. Lett. Verona, 10.
POLLINI L., 2006: Viaggio attraverso i vitigni autoctoni italiani. Alsaba ed.
ZANTEDESCHI F., 1862 – Meteorologia italica. Mem. Acc. Agr., Verona, 40.
ZAVA G. B., 1901 - Elenco descrittivo dei vecchi vitigni coltivati nel Veneto, secondo il nome volgare delle uve. Tip. Lit. Sociale, Treviso.